Punteruolo rosso: il killer delle palme si ferma nei vivai

Dopo anni di  assalti  alle palme ornamentali (Phonex Canariensis) per la  prima volta  quest’estate, in Sardegna, il punteruolo rosso ha attaccato anche le  palme nane  (Chamaerops Humilis), ovvero le uniche palme autoctone d’Italia. Il punteruolo rosso è una  minaccia aliena che ha visto la verità con le regine di alcune tra le più belle località balneari della costa italiana. Dal 2004, un alieno rosso dal  lungo naso appuntito  si sta divertendo a scavare  interminabili gallerie nelle palme, forandole come groviera, fino a farle morire dopo averle ridotte una tristi vestigia delle bellezze vegetali che erano in passato. Il nasuto intruso assomiglia a un  Pinocchio  dispettoso che si trasforma in un  letale assassino  per i poveri alberi che hanno la sfortuna di cadere vittime delle sue attenzioni. Si tratta di  un coleottero asiatico  lungo fra i 19 ei 45 mm che per la sua forma è detto  Punteruolo rosso delle palme.

Scava e cesella il tronco delle palme  causando l’ingiallimento delle foglie fino alla caduta completa della chioma che appare come scapitozzata. Quando l’infestazione è al suo stadio,  la struttura collassa e solo allora i semplici sono abbandonati il ??loro ospite per cercarne un altro. Purtroppo gli effetti nefasti del punteruolo si manifestano da solo in una fase avanzata dell’infestazione, quando la pianta è ormai largamente attaccata e infestata. Questo rende la lotta all’insetto particolarmente difficile .

La responsabilità di florovivaisti e giardinieri nella lotta alla specie aliena

Vivaisti, giardinieri, operai comunali, osservatori fitosanitari dovrebbero evitare l’espansione del fitofago, intervenendo il prima possibile sui focolai d’infestazione. Innanzitutto si dovrebbe evitare di commercializzare esemplari malati, controllando bene le piante che si acquistano e si vendono. Il monitoraggio delle palme da parte degli osservatori fitosanitari è anche molto importante. Le palme andrebbero mantenute in buone condizioni con trattamenti specifici, poiché gli insetti tendono ad attaccare maggiormente le piante stressate o indebolite.  La lotta contro questo alieno con rostro è particolarmente ostile perché le infestazioni si riconoscono quando è troppo tardi e colpiscono aree dell’albero difficilmente trattabili. Le cure con insetticidi sono molto costose e complicati. Particolari modalità di potatura e terapie attente possono limitare possibili aree di penetrazione del punteruolo nella pianta. Se si individuano esemplari infetti sarebbe bene impedire lo sfarfallamento degli adulti distruggendo il prima possibile le palme con la trinciatura e la bruciatura.

Viaggio e caratteristiche del Pinocchio alieno

Questo coleottero ama molte specie di  palme  quasi tutte originarie di Africa, Asia e Australia, tra cui le più famose  varietà ornamentali  mediterranee. Originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia, ha raggiunto i Paesi del Mediterraneo a causa del  commercio di palme infette . In  Italia  è arrivato nel  2004  in un vivaio di Pistoia con piante infestate dall’Egitto. Purtroppo dalla Toscana, seguito del commercio di esemplari attaccati dall’insetto, ma non considerati malati, l’alieno invasivo si è diffuso in molte altre regioni italiane.

Appartiene alla famiglia dei Curculionidi, noti per i loro rostri più o meno allungati, cioè nasi lunghi, che li caratterizzano fra gli altri coleotteri. Il suo nome scientifico, Rhynchophorus ferrugineus, racconta proprio di questo becco allungato e forato e del suo colore rosso-brunastro come ferro rugginoso.

Attivo giorno e notte, sa volare molto bene e può spostarsi nel raggio di 1 km per cercare nuovi ospiti da colpire. Le femmine adulte depositano fino a 200 uova per volta nelle porzioni più giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o delle foglie. Quando si schiudono, le larve munite di robuste mascelle scavano gallerie verso l’interno della pianta, danneggiando il tronco proprio sotto la corona fogliare. La vita delle larve è di circa 55 giorni passati i quali si impupano alla base della pianta, formando bozzoli fibrosi visibili all’esterno. Dalle pupe si formano gli adulti che vivono dentro ai bozzoli per circa 8 giorni fino alla maturità sessuale. Gli adulti vivono circa 2-3 mesi, ma possono produrre un’enorme quantità di loro simili. In un anno si stima infatti un massimo di 53 milioni di esemplari, provenienti da 4 generazioni di singole coppie.

Testo a cura di Silvia Ricci, naturalista, ecologa e conservazionista.
Collaboratrice del  MUSE  e  coordinatrice dell’Associazione Mazingira, si occupa di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale in Tanzania e Trentino e gestisce progetti di conservazione su base comunitaria.