Le hai provate davvero tutte contro la zanzara tigre?

Un alieno che predilige la specie umana. Un vampiro ghiotto di sangue e insaziabile. Un vero flagello per il genere umano. Se state immaginando un’enorme bestia dalle grandi zanne simile a una tigre, siete in errore. La zanzara tigre in comune con il grande felino ha il nome, un manto tigrato e una simile aggressività. Un vero predatore!

Stiamo parlando di lei, quella zanzara, piccola e fastidiosissima divenuta ormai una sgradita compagnia un po’ dappertutto: il suo nome scientifico è Aedes albopictus. Rende le nostre primavere ed estati degli incubi di dolorose e pruriginose punture, irritazioni, gonfiori e ronzii molesti. Nessuno ha scampo e spesso la sua presenza riesce addirittura a cambiare le nostre abitudini, costringendoci ad evitare aree infestate e a rinchiuderci in casa nonostante la bella stagione. Purtroppo il malefico insetto è la specie di Zanzara più numerosa nelle nostre città, dove si è perfettamente adattata nonostante provenga dalle lontane foreste tropicali del sud-est asiatico.

Oltre alle fastidiose punture, l’A. albopictus può regalare all’uomo anche febbre giallaencefalite di St. Louis, denguechikungunya e zika. Nel 2007 fu infatti la responsabile dell’epidemia di Chikungunya in provincia di Ravenna, che infettò più di 200 persone. Può trasmettere anche la dirofilariasi cardiovascolare a cani e gatti. Per fortuna vive solo 3-4 settimane. Come un cane da traccia, l’A. albopictus fiuta sudore e respirazione con le quali emettiamo anidride carbonica, odori, calore ed umidità che la attraggono. Ogni essere umano possiede un suo particolare mix, più o meno attrattivo per le zanzare. Per evitare spiacevoli punture sono consigliati vestiti lunghi di colore chiarozanzariere, ventilatori, aria condizionata, prodotti repellenti su pelle e vestiti. L’insetto è diurno, particolarmente attivo al mattino presto e nel tardo pomeriggio.

Caccia a uova e larve per sconfiggere questa zanzara

Cosa fare per debellare questo fastidioso parassita? Istituti di ricerca, comuni e ASL utilizzano ovitrappole per un monitoraggio sistematico della specie, ma eradicarla non è facile. Uccidere gli adulti con insetticidi non risolve il problema se non si eliminano le riserve di uova e larve. Il ciclo vitale dell’Aedes dipende dai ristagni d’acqua in cui depone le uova: sottovasi, pozzetti, tombini, grondaie, annaffiatoi, secchi. L’insetto depone le uova anche nei tronchi d’albero. Le uova non temono la siccità e sopravvivono oltre 6 mesi. Per schiudersi però necessitano di acqua.

Risulta perciò fondamentale eliminare le uova e i focolai di sviluppo larvale, evitando ristagni d’acqua all’aperto. Si consiglia di innaffiare con tubi senza utilizzare annaffiatoi o taniche d’acqua; riempire di sabbia vasi, fessure negli alberi, anfratti; trattare con insetticidi i vasi prima di metterli in casa in inverno. Anche i rifiuti possono raccogliere acqua piovana e andrebbero eliminati. Si consiglia di pulire regolarmente grondaie e tombini e mettere in vasche e fontane pesci rossi, voraci predatori delle larve dell’insetto. In caso di vere infestazioni si può ricorrere a trattamenti larvicidi, disinfestazioni con insetticidi di sintesi e campagne informative mirate.

Un viaggio via nave dall’Asia

Arrivata dall’Asia, si è diffusa in molte zone del mondo, grazie ai commerci marittimi. Carichi navali di copertoni usati, tronchetti della felicità e fiori possono essere infestati con uova, larve e pupe. A parte i controlli sui carichi commerciali in porti e snodi commerciali, vivaisti, floricoltori e commercianti in genere dovrebbero fare attenzione a non diffondere l’insetto con le movimentazioni dei loro prodotti. Un esempio eclatante è la diffusione in Italia. Nel 1990 l’A. albopictus è approdata a Genova, grazie a un carico di pneumatici americani, all’interno dei quali probabilmente c’erano le sue uova. Da qui ha invaso tutto il nostro Paese diventando una vera calamità.

La zanzara tigre vista da vicino

È lunga 5-10 mm. La femmina, più grande, è la sola colpevole delle fastidiosissime punture. Necessita infatti di proteine per lo sviluppo delle sue uova, perciò succhia il sangue. I maschi sono invece veri e propri vegani, ghiotti di nettare e succhi vegetali. Dall’uovo si sviluppa la larva, poi la pupa e infine l’adulto. Larve e pupe necessitano di acqua per sopravvivere. La zanzara non si allontana più di 200 metri dal luogo nel quale nasce e nidifica. Se ci sono zanzare tigre in circolazione, significa che nei pressi ci sono anche uova, larve e pupe.

Testo a cura di Silvia Ricci, naturalista, ecologa e conservazionista
Collaboratrice del MUSE e coordinatrice dell’Associazione Mazingira, si occupa di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale in Tanzania e Trentino e gestisce progetti di conservazione su base comunitaria.