Arriva dalla Cina la vespa che fa sparire le castagne

Piccoli mostri volanti venuti dalla Cina, chiamati cinipedi del castagno, si stanno dando un gran da fare per distruggere i nostri raccolti di castagne e marroni e per ridurre le coltivazioni a penosi cimeli di quello che erano un tempo. Potrebbe arrivare un giorno in cui questi frutti meravigliosi che hanno sorretto l’economia di intere zone montane, sfamato migliaia di famiglie nei secoli e oggi allietano i nostri palati, saranno un lontano ricordo o così rari da essere inaccessibili ai più.

Cosa sta succedendo ai castagneti che ricoprono Alpi e Appennini?

Chi sta distruggendo i nobili castagni, apprezzati e rispettati da intere generazioni di montanari, fautori di magia e bellezza dei paesaggi da sempre? Una piccola vespa asiatica (Dryocosmus Kuriphilus Yasumatsu, imenottero della famiglia Cynipidae) innocua per l’uomo e per gli animali, ma assolutamente letale per i castagni, che riempie di galle, tanto da essere considerata uno degli insetti più dannosi per questa specie vegetale e venir chiamata anche Cinipede galligeno. Le galle precludono lo sviluppo di foglie e fiori causando la diminuzione della superficie fotosintetizzante, forte rarefazione della chioma, limitato accrescimento legnoso, ridotta produzione di fiori femminili e perciò un calo della produzione di miele di castagno. La produzione di frutti può ridursi fino al 90% anche se i frutti che si formano sono buoni pur essendo spesso di ridotte dimensioni.

Il nemico del Cinipede: un altro alieno

Per contrastare il Cinipide coltivatori e associazioni castanicole hanno utilizzato insetticidi senza avere però i risultati sperati e creando impatti ambientali. Per fortuna anche il cinipede ha un acerrimo nemico. L’imenottero Torymus sinensis è un parassitoide, la cui femmina si ciba delle larve del cinipede, deponendo le sue uova all’interno della galla. Numerosi rilasci del parassitoide sono stati effettuati sul territorio nazionale e stanno dando buoni risultati. Ma anche questo insetto è alieno: speriamo quindi di non essere caduti dalla padella nella brace!

Esemplare di Cinipede galligeno

Come evitare la propagazione del killer delle castagne

Il cinipede si propaga attraverso il volo delle femmine adulte, il vento, il trasporto passivo da parte di mezzi agricoli, operatori del settore e scambio di piante o parti di piante infestate (es. materiale di propagazione). Perciò agli agricoltori, alle associazioni castanicole, ai vivaisti, ai coltivatori si raccomanda molta attenzione nello scambio e nella vendita di piante in aree invase dal parassita. Prima di acquistarne si consiglia di documentarsi sulla loro provenienza (passaporto fitosanitario) e di evitare quelle che vengono da zone infestate o la cui provenienza non sia chiara. Inoltre si dovrebbe fare attenzione nella movimentazione di potature e resti vegetali se si sta operando in una zona in cui il cinipede è stato osservato. Se ci si imbattesse in piante infette da questo parassita, bisogna in ogni caso contattare il Servizio Fitosanitario dalla zona.

La castagna è il seme del castagno, nasce racchiusa da una cupola che poi si trasforma in riccio

Il lungo viaggio dalla Cina 

Questa vespa aliena è giunta fino a noi dalla Cina mettendosi in viaggio non proprio per sua scelta, ma come spesso accade, per superficialità e incuria dell’uomo. Inizialmente introdotta in Piemonte, a sud di Cuneo, nel 2002, forse con piante infette dall’Asia, la sua espansione devastatrice non ha conosciuto ostacoli e si è propagata in tutta Italia dove in alcune aree ha ridotto la produzione di frutti fino dell’80%. Si è spinta poi oltre confine diffondendosi anche in Europa.

La colpevole di tutto è la femmina. Nera e lunga appena 2,5-3 mm (antenne escluse), si riproduce una sola volta all’anno e come nelle migliori tradizioni di fantascienza, le uova non devono essere fecondate, perciò non esistono maschi, ma solo femmine che depongono dalle 100 alle 300 uova da cui escono esclusivamente altre femmine.

Da giugno ad agosto le vespe usano le gemme come culle e incubatrici e vi depongono le loro uova, poi muoiono. All’interno delle gemme infettate si formano le larve che svernano. La pianta non presenta ancora alcun sintomo visibile. Ma in primavera, all’inizio della stagione vegetativa, nel giro di poche settimane, la pianta si riempie di galle sui rami e sulle foglie, di colore dal verde al rosa brillante, di 5-30 mm di diametro. All’interno delle galle, le piccole larve bianche continuano a nutrirsi per circa un mese. Poi tra maggio e luglio si trasformano in pupe e in seguito in femmine alate. E tutto ricomincia.

In Cover, il Cinipede galligeno del castagno.
Testo a cura di Silvia Ricci, naturalista, ecologa e conservazionista
Collaboratrice del MUSE e coordinatrice dell’Associazione Mazingira, si occupa di cooperazione internazionale ed educazione alla cittadinanza globale in Tanzania e Trentino e gestisce progetti di conservazione su base comunitaria.